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domenica 18 dicembre 2011

Zizek blues

Odia il prossimo tuo è certamente un titolo che attira l'attenzione: si tratta dell'ultimo libro apparso in Italia firmato da Slavoj Zizek (Transeuropa, Massa settembre 2009), che con Eric L. Santner s'interroga e interroga grandi pensatori del passato sul tema dell'altro. Il pensiero di Zizek è una festa dell'intelligenza e per l'intelligenza: le sue molte associazioni mentali e le citazioni di filosofi, psicanalisti, registi, scrittori, fenomeni vari di cultura di massa, rendono il ragionamento molto coinvolgente.
Chi è il nostro prossimo? Il prossimo, già nella tradizione giudaico-cristiana, non è il simile, il vicino, ma l'altro, il portatore di un nucleo traumatico estraneo, il sempre-diverso-anche-se-ci-sta-vicino. E' un soggetto diviso esattamente come noi, secondo la psicanalisi, quindi sostanzialmente estraneo anche a se stesso, segnato dall'impossibilità di capirsi totalmente. La conseguenza migliore di questo stato di cose potrebbe essere la solidarietà nell'umiltà: "questa presa di coscienza implica la dimensione di base del perdono e del tollerante vivi e lascia vivere: mai sarò in grado di spiegare me stesso all'Altro, perché io per primo non sono trasparente a me stesso e non otterrò mai dall'Altro una risposta completa alla domanda 'Chi sei tu?', perché anche l'Altro è per se stesso un mistero (…) Il riconoscimento reciproco di questo limite allora apre lo spazio alla socialità che è solidarietà nella vulnerabilità" (p. 94). Questo, nella migliore delle ipotesi.