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mercoledì 21 dicembre 2011

Dover essere riconosciuti ancor prima di nascere

Nell'articolo La lobby vaticana di Franco Buffoni, apparso su NI il 17-11-2010 (e contenuto in Alfabeta2, n° 3, novembre 2010) si trova una considerazione che non si può che condividere: "Esistono società meritocratiche (in genere quelle anglosassoni), società socialdemocratiche (con lo stato in funzione di nume tutelare dalla culla alla tomba: in genere quelle nord-europee) e società familistiche come quella italiana, per la quale il primato dei valori è nell'ambito famigliare."
Legami di sangue o parentela più o meno stretta si confermano come forza di coesione primaria nella familiocrazia. Si deve presumere che ciò valga anche per quella nicchia che è la casta letteraria. Amicizie o conoscenze radicate nel passato, inerenti alla famiglia o alla scuola, potranno essere decisive. La loro discreta importanza avranno in seguito le amicizie giovanili più solide, quelle degli anni formativi legate alla politica e all'ideologia, la condivisione di scelte analoghe fino alla vera e propria militanza negli stessi gruppi, schieramenti o chiese. Questi sodalizi intellettuali, a dire il vero, potrebbero rappresentare un significativo allargamento dell'orizzonte, ma va subito precisato che negli attuali movimenti e aggregazioni studentesche, meno estesi e duraturi rispetto a quelli degli anni sessanta e settanta, non può che esservi una minore partecipazione degli attanti sociali e un ridotto rimescolamento delle classi. Con l'ingresso nel mondo del lavoro (ma anche al di fuori di esso) determinanti si rivelano invece i rapporti di sudditanza, fascinazione o più semplice opportunismo, dettati dalla pulsione gregaria, così forte nella nostra specie.