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lunedì 26 dicembre 2011

Milano mare e monti

Il passo di questo brano è un passo svelto, contrario al racconto. Non è infatti un racconto ma una visione o una sensazione.
Per la città mi muovo sempre velocemente. Non passeggio. Ho l'andatura di chi ha fretta di arrivare al lavoro o un appuntamento, di chi ha degli impegni da sbrigare. Il contrario del flâneur, che non ha niente da fare, almeno per alcune ore, e si guarda intorno, si sofferma sui particolari, sorride alle cose o si abbandona ai suoi pensieri. Il flâneur è una figura anacronistica nelle nostre metropoli, il suo corrispettivo potrebbe essere l'homeless, che è però il più delle volte un flâneur forzato, degradato e irrequieto, un flâneur ansieggiato da innumerevoli problemi, anche lui diverso nella sostanza dall'artista stile Baudelaire, un privilegiato anche se ribelle.
Nemmeno il disoccupato è un contemplatore. Dedica molto tempo a leggere le inserzioni di lavoro, a scriverne o a fare il giro dei supermercati cercando quelli che fanno più sconti. E' un ottimo conoscitore dei mercatini di quartiere e, con l'andar del tempo, se non trova qualche occupazione in nero, assume le abitudini della casalinga, figura sociale nient'affatto priva di lavoro, ma al contrario superoccupata in diversi lavori non pagati, perno del ménage familiare, punto cui si riferiranno tutti i componenti della famiglia allargata per le più varie commissioni e incombenze.

venerdì 23 dicembre 2011

Donne con le scarpe da ginnastica

L'esperienza di Cammina cammina nella primavera del 2011

L'avventura inizia sotto il segno del dono.
Alle 7,30 di venerdì 20 maggio davanti alla Cascina Cuccagna di Milano, fra le molte strette di mano e i sorrisi, ci aspettano tanti pensieri gentili.
Gabriella e Laura, che per ora non possono unirsi al gruppo per impegni professionali, vogliono comunque salutarci e augurarci buon viaggio. A loro si unisce Antonella della Cascina Cuccagna, che ci offre ramoscelli di una pianta beneaugurante. Antonella è una maestra della scuola elementare che ha già trent'anni di lavoro alle spalle e si concede adesso un anno di aspettativa a zero stipendio, una pausa in cui ritrovare la pienezza della vita al di fuori dei soliti schemi. Più avanti percorrerà diverse tappe di Cammina cammina. Altre donne della cascina caricano sull'auto dei rifornimenti molte bottigliette d'acqua in regalo e alcune di esse ci accompagnano nella prima tappa.

giovedì 22 dicembre 2011

Milano stazione centrale

Ci si può recare alla stazione Centrale di Milano anche soltanto per vivere l'entusiasmo delle partenze, senza necessariamente intraprendere un viaggio. Le maestose volte in ferro e vetro che diffondono un'intensa luminosità, le arcate di luce che accompagnano i binari (disegnate dall'architetto Ulisse Stacchini nel primo Novecento sotto l'influenza dell'Art Déco e completate nel 1931) paiono ideate apposta per accogliere e rafforzare la gioia di ogni inizio.
Se vi si giunge dalla metropolitana e si decide di fare una sosta al piano sotterraneo prima di ascendere in stazione, superata una cortina di bolle di sapone e di macchinine teleguidate lanciate in volo acrobatico dai venditori ambulanti, si può accedere al supermercato sempre aperto, a negozi d'abbigliamento, di profumi e gioielli ricavati persino in questa zona infera, areata e illuminata artificialmente.
Facendo ingresso finalmente nell'atrio monumentale, la prima cosa che colpisce sono gli imponenti parallelepipedi pubblicitari in mezzo ai quali compaiono anche due cubi di plastica, due mini-negozi che ospitano una singola marca, con le quattro facciate-vetrina, di cui una trasformata in schermo acceso, e un'unica commessa all'interno, una cubista sui generis che non balla sul cubo ma vi è inglobata, per destino sociale prigioniera del suo mestiere di addetta alle vendite.