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giovedì 5 aprile 2018

Maschilismo o nepotismo?

Naomi Alderman in Ragazze elettriche deve inventarsi un superpotere femminile da supereroine dei fumetti per rappresentare un mondo dove le donne siano dominanti. Per una sorta di mutazione genetica donne dell'intero pianeta e di tutti gli strati sociali si trovano arricchite di una capacità fisica che permette loro di difendersi da stupratori, molestatori e oppressori vari con semplici scariche elettriche. Dotate di questa nuova potenzialità gruppi di donne, nuove amazzoni, riescono persino ad affrontare eserciti e a ribaltare il rapporto fra i sessi, caratterizzato per migliaia e migliaia di anni con varie sfumature dal dominio maschile.
Romanzo pubblicato in Gran Bretagna nel 2016, in Italia nel 2017 (Nottetempo, Milano), che cosa lascia intendere dell'ambito sociale di cui è frutto?
Sicuramente un forte desiderio di rivalsa. Nonostante i diffusi diritti civili e lo sviluppo della libertà di costumi delle metropoli postmoderne, s'intuiscono dinamiche psicologiche ancora classiche e arcaiche in cui per esempio la violenza e le molestie sessuali sono all'ordine del giorno, più o meno sotto gli occhi di tutti; in cui i dirigenti amministrativi e aziendali fanno la voce grossa e tengono al loro posto le dirigenti e le collaboratrici, anche quando queste manifestano idee brillanti, e così via: comportamenti cui siamo abituati a tal punto da non fare notizia, salvo divenire oggetto di una denuncia virale e globale con Metoo nel 2017. A suscitare le ondate di protesta degli ultimi due anni anche la crisi economica senz'altro ha avuto la sua parte, determinando un peggioramento della condizione della donna e un acuirsi del senso di sconfitta nonostante le conquiste del passato, arretramento reso più drammatico da quel fenomeno così esteso in alcune aree dell'Europa e dell'America latina da meritare una denominazione precisa: femminicidio.