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martedì 22 gennaio 2013

Grecia: restare vivi ma come?


 Intervista a due donne residenti in Grecia di Zoé Varier (France Inter)

Marie Laure
E’ un’interprete francese che vive e lavora da vent’anni nel nord della Grecia.

ZV - Mi può spiegare in che modo la sua vita è cambiata da quando il Paese è sotto sorveglianza finanziaria?
M - Praticamente da un punto di vista finanziario non sono mai stata ricca, non avevo  un bel conto in banca e così sono stata colpita più duramente e più rapidamente di altri. Le condizioni di lavoro sono peggiorate e i salari sono diminuiti.
ZV - E’ successo a lei direttamente?
M - Sì, mi hanno proposto, per mantenere il mio posto di lavoro in azienda, di inquadrarmi come operaia, con qualificazione zero e salario corrispondente, mentre prima lavoravo come assistente all’export, un posto qualificato che richiedeva la conoscenza di più lingue. Risultato: lavoro ora a metà del mio salario precedente.
ZV - Quanto guadagna ora?
M - All’inizio della mia carriera prendevo 1.400 euro e adesso ne prendo 780.
ZV - Da un giorno all’altro?
M - Sì.
ZV - E qual è la sua qualifica?
M - Ho un alto profilo: due lauree e vari certificati di lingua.