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giovedì 25 giugno 2015

Il sonno dei giusti

la gatta imprigionata nell'armadio, la gatta furiosa nell'angolo dell'armadio, la gatta occhio stravolto, verde tagliato di giallo, limoncina, pantera gialloverde rotante impazzita imbizzarrita
biglie lanciate nel vuoto: dal settimo cielo… planava un po' con la pelle… la pelle che diventava ali, ali di un animale brutto e sgraziato come un pipistrello… l'animale che quasi si trasformava in un altro animale per salvarsi…
l'occhio ansimante furtivo cercava nel vuoto, mi cercava, la cagnagatta furiosa, mi spiava. E io la capivo: in fondo sapevo già di...
di dormire non c'è verso… tanto vale cercare di buttare giù quel pezzo che devo scrivere…
quello che si deve superare… è quasi impossibile la sfida della crescita umana: il divincolarsi e l'emanciparsi completo dallo psichismo infantile, così carico di sadismo… l'imprescindibile attaccamento alla madre, l'odiosamata… il doloroso sviluppo di una cosa così abnorme come il cervello umano (con le sue stupefacenti capacità di consapevolezza, immaginazione e compassione in un universo fatto di pietre)… Con un cervello così sviluppato, verrebbe da chiedersi come fanno a cessare le cure parentali…

venerdì 6 aprile 2012

Il corpo di nessuno

Un mio racconto inedito della raccolta Mannequins

Il mio neropensare… me lo trascino dietro come un cane fedele (il mio Smorfia morto due anni fa, caro, caro vecchio Smorfia)… Eccoci finalmente dove volevamo arrivare: qui sul ciglio.
Ce ne stiamo così per ore e ore a guardare giù, eh, vecchio mio… Quel fondo che non è più il fondo di niente tanto è lontano... Un'impressione… laggiù dove non si vede. Proprio vero che non è poi così facile toccarlo… Quando si dice toccare il fondo… Qui va già meglio comunque, vero, caro? Questo è un momento bellissimo in realtà, un attimo di respiro per noi due vecchi stanchi. Mi trovo addirittura sopra il mio ponte preferito, la mia autostrada preferita; qui si sta bene. Potrei quasi campeggiare da queste parti in attesa… La caduta libera in sé e per sé dev'essere strepitosa. Perdere quota rapidamente fino a ridursi a un punto, cosa c'è di più leggiadro, di più magico? Un gesto d'umiltà dopotutto. Meglio sarebbe, certo, venir colpita in volo, trafitta come un uccello da un pallino da caccia, nel becco un insetto, il cibo per… Ma che ne sarà di Susan? Che idea! Se l'è sempre cavata egregiamente senza di me, anzi meglio… Il corpo non lo troveranno neanche. Sì, nei paraggi c'è l'auto, ma chi si calerà fin là sotto, in mezzo a quei rovi, a quelle spine? Magari nel frattempo riuscirà a mangiarselo qualche animale. Preferirei. Meglio di un funerale in piena regola con tutte quelle frasi fatte. Soprattutto quel "sentite condoglianze" mi irrita all'inverosimile... Altroché cordoglio, le mie amiche giurerei che saranno contente. Quel senso di sollievo al pensiero riposto: non è toccato a me. "Eppure era ancora giovane… più giovane di me…" Subito i calcoli sull'età, una rapida associazione all'aspettativa di vita… Vediamo… Cosa posso riuscire ancora a fare? E' fuor di dubbio che non ho combinato gran che… La previsione di mia madre: "Meno male che ho tuo fratello, lui non mi deluderà." Lo sconcerto quand'è nata Susan: "… ti rendi conto che non hai neanche finito il liceo? Non riesco neppure a immaginare che ti è saltato in mente… Possibile che ti abbia fatta senza cervello?" Mio fratello è stato più fortunato, grazie… Lui ha avuto l'intelligenza, troppo facile… Facile per lui dire "sei una stupida"… Se una è stupida, cosa deve fare? Se una è stupida, cosa può…? La cosa mi dà persino allegria, se ci penso. Un po' di euforia ci voleva. Cadere mentre andavo in vacanza, durante quel volo a Rio con Bob, per esempio, non sarebbe stato male… Quello sarebbe stato addirittura il momento perfetto…

lunedì 23 gennaio 2012

Barbablù, una fiaba molto realistica

La strage di donne nel mondo continua 


Barbablù è il contrario della Bella e la bestia: la seconda, fiaba per eccellenza dell'innamoramento, della capacità di vedere bello ciò che per gli altri è ordinario o addirittura orribile; la prima, fiaba della disillusione, della capacità di riconoscere i difetti, talvolta gravi e minacciosi, di chi si era visto colmo di pregi nella fase dell'innamoramento. Raccontando un passaggio dal meglio al meno peggio, da un climax a un anticlimax, si presenta come una fiaba delle più terribili e realistiche; non per niente affonda le radici in molti racconti e cronache di fatti realmente avvenuti nei secoli. Divenuto soprannome di celebri serial killer del passato, Barbablù si può considerare un personaggio quanto mai attuale, intramontabile. 
Il 7 gennaio di quest'anno sul Corriere della sera è comparso un breve articolo di Lea Melandri a commento dell'interminabile scia di delitti che continuano a essere perpetrati contro le donne da fidanzati, mariti, innamorati. Sebbene per molti aspetti la condizione femminile risulti migliorata nel tempo, si legge che l'aggressività maschile contro il gentil sesso è la prima causa di morte per le donne di età compresa fra i 16 e i 44 anni in tutto il mondo e che comunque l'abitudine di porle in posizione secondaria e subalterna, anche nei luoghi di lavoro dove dovrebbero avere pari opportunità, si ripete costante. Lea Melandri nel recente libro pubblicato da Bollati Boringhieri col titolo Amore e violenza. Il fattore molesto della civiltà (2011) non si limita ad avvalersi delle ampie ricerche sociologiche di Pierre Bourdieu sul dominio maschile, ma fornisce anche una sottile interpretazione psicologica dell'inestricabile ambivalenza che spesso accompagna le relazioni affettive fra i sessi a partire da quegli eventi forti e indimenticabili che sono per tutti la nascita da un essere femminile e l'infanzia a esso legata, con implicito riferimento all'analisi della psiche che condussero così acutamente Sigmund Freud e Melanie Klein. La teoria kleiniana in particolare si concentra sul rapporto con la madre nei primi mesi e anni, sull'enorme potere che essa rappresenta per un essere piccolissimo che le è completamente affidato e che può destare nel bambino sentimenti consci e inconsci di paura, invidia, odio, a seconda di come viene percepita. 

martedì 13 dicembre 2011

Top model d'oltretomba

L'incipit del primo racconto della raccolta Mannequins

L'unica vistosa stranezza era dovuta al fatto che nell'imbalsamatura non si riuscivano a conservare gli occhi aperti. Mettere le biglie di vetro avrebbe creato un effetto troppo falso. Infine i truccatori dovevano essersi rassegnati a lasciare le palpebre abbassate, come per pudore: dopotutto si sarebbe potuto pur sempre mettere in risalto il morbido effetto del mascara. Quell'ombreggiatura sul levigatissimo viso conferiva anzi l'impressione di un sonno sereno, così da meritare alle fanciulle la dolce sembianza di dormienti.
Quelle ragazze perlopiù erano morte di morte naturale e le madri ne  avevano fatto imbalsamare i corpi per trasferirle così, nel fiore degli anni, nei campi elisi della bellezza eterna. Alcune di esse, defunte, erano persino diventate top model o comparse nei film. Mentre le membra venivano svuotate e riempite di sostanze chimiche, naturalmente, venivano anche un po' corrette, dimodoché tutte quelle infelici creature, così sfortunate in vita, restavano su questa terra in figura di corpi perfetti. Tant'è vero che, a proposito di questa nuova usanza, qualche critico parlava già con convinzione di body art.