Ho partecipato all'acquisto di alcuni libri in
vendita solidale seguita all'incendio doloso che ha avuto come oggetto, nella
notte fra il 30 e il 31 dicembre 2012 a Pavia, la casa dell'editore giornalista saggista Giovanni Giovannetti. Nel rogo sono andati in fumo molti libri del
magazzino. Quell'incendio secondo gli inquirenti è da mettere in relazione con
altre azioni intimidatorie compiute nell'ultimo periodo ai danni di attivisti
politici che si battono contro la criminalità organizzata, la
speculazione edilizia e il consumo del territorio nell'area pavese e lombarda.
Uno dei libri bruciacchiati, salvati e ritornati
nel circolo delle letture grazie all'iniziativa della vendita solidale, è Accusata di Mariella Mehr (Effigie,
Milano 2008), autrice svizzera d'origine zingara dalla vita travagliata e
traumatica. Nella prima infanzia fu infatti strappata alla madre e affidata a
famiglie diverse e orfanotrofi, per via di una legge tesa alla
sedentarizzazione forzata che restò in vigore in Svizzera fra il 1926 e il
1972. Ci troviamo di fronte a un'autrice che è stata traumatizzata e
psichiatrizzata.
Per combinazione, questo libro parla di una
piromane, di una psicotica che fa il resoconto dei suoi delitti a un giudice
istruttore e ad altri carcerieri/carceriere. Un monologo talvolta frastagliato
che in alcune parti drammatiche diventa flusso di coscienza senza
punteggiatura, altrove, seppur raramente, puro delirio.