Il buco nell’ozono e la sua rimozione. Il vero baco del millennio è il buco nell’ozono, uno strappo che si sta allargando sempre più nella sottile pellicola protettiva dell’atmosfera, a causa delle nostre emissioni inquinanti. Al momento sull’Antartide ha raggiunto le dimensioni dell’intero Nordamerica.
Il primo oggetto di rimozione nella coscienza di noi moderni homini sapientes sapientes è proprio questo piccolo, progressivo squarcio nel tessuto gassoso che ci protegge, noi e tutte le specie viventi, dall’arroventarsi del clima. Intanto si cominciano a scoprire anche altre conseguenze irrimediabili della predazione che il genere umano in pieno sviluppo demografico sta portando avanti a ritmo industriale accelerato in ogni dove; conseguenze cui si cerca tuttavia di non pensare, come quella della sparizione di moltissimi tipi di specie e di risorse, o come quella dell’impossibile smaltimento di vari rifiuti. Madre natura, non più madre, ma ridotta ormai ad ancella, a schiava da spremere il più possibile e poi buttare via, non riesce ad assorbire e a trasformare le varie sostanze tossiche o meno tossiche in qualcosa di buono per qualcuno. La velocità con cui lo stravolgimento della faccia della Terra avviene, lo sviluppo con la relativa crescita demografica, non le danno il tempo di abituarsi. E’ come una vecchia serva che lavora ventiquattr’ore su ventiquattro e non ce la fa più a servirci con la dovuta sollecitudine, anzi qualche volta si ribella, si ferma… ma quella muore…?!
Paradossalmente c’è stato anche qualche opinionista o psudoscienziato vaneggiante che per la fine del mondo ha ipotizzato questa soluzione: il lancio nello spazio di qualche sopravvissuto che colonizzi altri pianeti; il nostro possiamo tranquillamente lasciarlo andare in malora, ce ne sono tanti…!