discorso
sul costo delle parole
non
ricordo la prima parola che ho detto
ma la
prima poesia era su uno stambecco
che si
arrampicava in montagna
e poi
mi chiedevo come mai la marmellata
si
chiamasse proprio marmellata
e non
con un’altra parola tipo paracarro
e
perché paracarro indicasse effettivamente un paracarro
e non
un’altra cosa tipo il latte con dentro i biscotti
e
allora prima di andare a scuola alla mattina
ho
cominciato a mangiare una cosa diversa
ogni
giorno
un
albero, una tigre, mio fratello,
la
signora che ci faceva catechismo al pomeriggio
inzuppando
i pan di stelle
ho
mangiato perfino i pianeti, le scie degli aerei,
l’universo
tutto
dentro
la tazza si è sciolto
ho
ripensato a queste cose quando ho letto
un
articolo dal titolo Quanto costa una
parola?
e
l’autore, un pubblicitario che lavora da più di quarant’anni
nel
marketing e nella comunicazione, scriveva
Tutte
le cose che hanno un valore hanno un costo.
I
professionisti della comunicazione dovrebbero sapere
quanto
costano le parole, ma non lo sanno.
e
poi aggiungeva che
Proprio
oggi che la comunicazione sta assumendo
toni
e livelli parossistici, non esiste nessuno studio
che
stabilisca in dettaglio
suddiviso
per contesto
il
costo delle parole
e
siccome è un periodo che non sto lavorando
e
passo un sacco di tempo su facebook
come
professionista della comunicazione
sto
facendo passi da gigante
e
mi sono sentito chiamato in causa dalla questione

