"Io ho imparato a giocare al buio": così Maradona, ricordato da Antonio Moresco durante la presentazione di un romanzo alla fiera del libro di Torino (2026). Ho riflettuto su questa frase illuminante per cui Maradona intendeva una cosa, Moresco un'altra (ha imparato a scrivere nei lunghi anni d'isolamento). Interpreto l'asserzione in una maniera ancora diversa: uno scrittore lavora al buio perché non conosce sé stesso. Lavora con le immagini della sua mente, con figure dell'inconscio senza saperle del tutto interpretare, ignaro di larga parte del loro significato. Emerge una profondità nella scrittura d'invenzione che non sempre l'autore sa interpretare. Uno scrittore, un poeta sono persone fra quelle che più stanno vicine all'inconscio. Uno psicoterapeuta vi si avvicina con maggiori strumenti tecnici e con intenti trasformativi. Uno scrittore si limita a lasciar parlare ciò che "ditta dentro".