giovedì 19 gennaio 2017

E' in libreria Ventriloquio della crisi

"C'era un gran parlare di un transatlantico sballottato dai venti e dalle tempeste. Questo transatlantico navigava in cattive acque e l'altezza delle onde, come montagne russe, la si poteva constatare e apprezzare (a seconda dei punti di vista) nel grafico dell'andamento delle borse, grafico che era sempre in prima pagina quando scendeva ai minimi storici e come prima notizia nei telegiornali di tutta quella burrascosa estate. Con la paura degli uragani o dei fuochi nella stiva, si facevano grandi manovre per mettere al sicuro i tesori che su quel transatlantico da qualche parte dovevano essere stipati e nascosti. Si manovrava molto e si buttavano giù pesi per alleggerire il carico stracarico, mentre non si poneva limite al crescere delle ricchezze stivate, anzi si doveva far loro sempre più posto nella stiva e buttare a mare un sacco di pesi inutili. 
Dovevamo rimboccarci le maniche e darci un gran daffare per tenere a galla casinò e piste da ballo, piscine, auto di lusso e aperitivi di ogni tipo. E, nonostante quel gran lavorare, stavamo ogni giorno col fiato sospeso per la sorte del transatlantico carico di tesori, di campi da golf e da tennis, di banche e locali notturni e rulètt russe che facevano girare la testa… dove ogni tanto qualcuno, per la gran noia di stare in mezzo a troppi divertimenti, prendeva l'accendino e così, per gioco, dava fuoco ai miliardi: "Oggi bruciati 200 miliardi sul transatlantico Eurozona," scrivevano i giornali, oppure "Oggi bruciati 100 miliardi più di ieri"!
Ogni tanto qualcuno scendeva nella stiva a guardare: ma c'erano ancora le ricchezze?
Oltre che a un grosso animale col naso schiacciato per essersi buttato a capofitto nel mare, l'Europa somigliava ogni giorno di più a un luogo pieno di divertimenti paurosi e pazzeschi." (pag 116)


Quarta di copertina

La voce narrante di una vecchietta arteriosclerotica racconta in un flusso quasi inarrestabile a un coro di pensionati ascoltatori e commentatori le alterne vicende di figli e nipoti fra squarci umoristici e visioni drammatiche dell’Italia di questi anni (l’I-taglia che ti taglia). 
Ne risulta un confronto con la storia del presente espresso in un linguaggio teso come un elastico, pieno di contorsioni, lapsus, trasgressioni, improvvisi abbassamenti e innalzamenti di senso, con continui slittamenti di piano dalla narrazione della vita vissuta al discorso mediatico che l’avvolge e stravolge, restandone a sua volta variamente rimasticato e triturato.


(Roberta Salardi, Effigie, Milano 2017)

domenica 8 gennaio 2017

Anatomia di un best-seller

La vicenda della protagonista colta e intelligente del romanzo di successo Maestra di Lisa Hilton (Londra 2016; Longanesi, Milano 2016), che nonostante le brillanti qualità intellettuali non riesce ad utilizzare gli ascensori sociali attualmente esistenti (scuola, stage, ambiente artistico) e, al contrario, scende moralmente sempre più in basso, fino a diventare da stagista entraineuse, prostituta (seppure d'alto bordo), in ultimo assassina, ci dà ragguagli significativi dello stato delle cose. A una donna intelligente, studiosa, dotata, resta comunque più facile essere apprezzata ed ottenere vantaggi usando le proprie attrattive fisiche che essere riconosciuta per il proprio lavoro. Quella classica della prostituzione può anzi rivelarsi come l'unica strada percorribile. Fin dall'inizio Judith si trova a fare l'entraineuse alcune sere la settimana in un locale di Londra per arrotondare il misero stipendio di stagista in una prestigiosa casa d'aste. Ciononostante, svolge con la massima dedizione e serietà il suo lavoro d'ufficio fino al giorno in cui viene brutalmente licenziata poiché non riesce a nascondere ragionevoli sospetti intorno a una possibile truffa orchestrata dal suo insospettabile principale.